Sezione "Pio La Torre" Alliste

Migranti

Bohene Silvioberlusconi

di Gianni Ferraris

Trentasette anni, ghanese, si chiama Antony Bohaene. Immigrato con regolare permesso di soggiorno. E’ grato all’Italia, Antony. La sua America è qui. Come ringraziare per tanto privilegio? Se lo sarà chiesto più volte, e l’occasione arriva puntuale alla fine della gravidanza della moglie. Nasce un bel bimbo, come da prassi l’evento viene formalizzato all’anagrafe, e   viene anche scelto un nome che si porterà per la, auguriamo al bimbo, sua lunghissima vita. Sarà per l’eternità: Bohaene Silvioberlusconi. Proprio tutto assieme, come si conviene al ricordo immortale. Abbiamo visto di tutto nei nomi di battesimo. Si va dall’allegria più sfrenata delle “Crocifisse” o “ Addolorate” fino agli dei della ex nuova sinistra, i vari Fidel, Ernesto, e via dicendo. Ancora si sente qualche Benito qua e là. Pochi, forse localizzati particolarmente nella rossa Romagna, i Palmiro. E c’è stato un momento in cui esistevano dei “geiar”, scritto proprio così, come finction prevede, piuttosto che dei Richard, convinti come erano che l’omonimo Geere sarebbe stato solo una caccuccia di mosca in confronto al loro figliolo. Tralasciamo le varie Samantah Deborah, rigorosamente con l’acca finale perché è più americano.

Ah, averlo conosciuto prima, il signor Antony, gli avrei suggerito la ciliegina sulla torta. “Silviocèberlusconi” sarebbe andato decisamente meglio. Perché, se il premier avrà vita lunga e lungo governo, quando il pupo andrà a scuola lo soprannomineranno “memomalechesilviocè” quasi sicuramente. Sfortunato invece il nome Ignazio. Anche se qualcuno lo ammira a dismisura, nessun genitore avveduto augurerebbe una somiglianza fiosiognomica con La Russa.

Se il Bohanene Silvioberlusconi riuscirà a superare lo schifo che desta nei leghisti per il colore della sua pelle potrebbe essere addirittura papabile come nuovo Obama in un futuro remoto. Il primo presidente del consiglio nero. Anche se con nome padano DOC. Però per allora, e per fortuna, si spera che gli immigrati siano riconosciuti come persone  con diritti. Nel frattempo il signor Antony dovrà stare molto attento a come si muove. Se perderà i requisiti per il permesso di soggiorno si vedrà recapitare un bel decreto di respingimento per lui e per, ovviamente, il signor Silvioberlusconi. In quel caso, ammettiamolo,  un brivido ci correrà lungo la schiena per il significato simbolico che assumerebbe la cosa. Tuttavia ci sentiremo in dovere di indignarci perché sapremo che è solo un nome che se ne va, e non si porterà appresso il caimano. Però stia sereno il piccolo silvioberlusconi, è quasi certa una presa di posizione netta e immediata dei vari Bondi, Fede e altri amanti di Silviocè che diranno che la magistratura vuole eliminare il nome del loro idolo. Probabilmente Ghedini proporrà una legge ad personam urgente e con la fiducia ad un solo articolo : “nessuno può espellere chi ha il nome silvioberlusconi”. Un solo emendamento della lega verrà approvato “A patto che, se non è padano, viva dal Lazio in giù”. Così tutti saranno felici e il quinto figlio di Antony Boahene, che confessa di non occuparsi di politica, si chiamerò probabilmente “Dell’utrimangano Boahene”.      In mezzo ci saranno  tre figliole, carine e nere nere, nell’ordine Mariastellagelmini, Michelabrambilla e Patriziadaddario. Quest’ultima per un equivoco. Sappiamo che la lettura dei giornali italiani per un ganhese può essere molto difficoltosa.

29/3/2010

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