Sezione "Pio La Torre" Alliste

Prospettive della sinistra

Vendola: un populista o una risorsa?

di Gianni Ferraris [editorialista dell'Associazione Città Futura di Alessandria]

Sono stato per lungo tempo con la pagina bianca davanti e le parole di Zacheo e di Penna nella testa. Il “populista Vendola” (per Zacheo), o “l’importante risorsa Vendola” (Penna)?

Dove stanno gli ideologi? Dove i leader? Dov’è finito Enrico Berlinguer?  E dove i militanti detti “di base”?

La pagina bianca e il pensiero ad una passione ora spiaccicata sui mattoni di qualche orrenda periferia  dormitorio. Scusate, scherzavo, non si torna mai indietro. Si parte per conquistare il mondo e a volte ci si schianta al primo incrocio di via Delle Botteghe Oscure. La pagina bianca e una assoluta mancanza di emozioni, mica poco.

Ho visto la sezione de La Bolognina, era il periodo di “Liberi Liberi”, ci si riuniva lì. Poi Adriano e Ovidio sono stati condannati. Pietro se ne è andato via, forse per non impazzire. Oggi mi dicono che criticare i giudici è di destra. Mah, forse è più di destra chiederne il bavaglio e farsi leggi ad personam. O no? E mentre tornavo da Bologna, pensavo a come fosse piccolo, in fondo,  il luogo che diede la stura alla caduta libera di molte speranze. Anche quelli che prima, per il politicamente corretto, non osavano neppur pronunciare una parolina contro gli immigrati, improvvisamente si sono trovati a dire “sicurezza” - “padroni a casa nostra”. Intanto alcuni (ex) compagni di strada avevano svuotato le casse ed erano volati fino ad Hammamet.

Ma è preistoria, talmente recente da essere tristemente ricordata. Ed è stata caduta libera. “Basta ideologie”. “Chiediamo scusa per essere stati comunisti” diceva qualcuno. “Chiedi scusa tu per essere imbecille” gli rispose un altro. Fu quasi rissa.

Ormai anche la rissa era sdoganata, basta guardare la peggior TV. Ed è sdoganato anche lo sguardo lanciato oltre l’ostacolo. Senza però aver capito che c’era un ostacolo.  E’ ancora al governo.

E ricordo, in tempi più recenti, la telefonata quasi emozionata di un’amica. “Sono stata eletta per far parte del comitatone del nuovo PD, siamo 2000” neppure in Cina è così ampio, però Veltroni aveva idee grasse. Poi l’evaporazione delle spinte ideali ha portato alla rarefazione di un’idea di società possibile. E’ stato un “liberi tutti”. Ognuno parlava per conto suo. La mia amica se ne è tornata presto ad occuparsi della sue cose, i 2000 non avevano avuto nessun ruolo. Intanto Prodi cadeva e ricadeva. E il peggior premier d’Europa domina la scena da 16 anni. A farlo cadere non sarà la dura opposizione, più banalmente sta scivolando sui preservativi che aveva sbadatamente gettato in terra, ai piedi del lettone di Putin.

Forse è questo un problema. Non i preservativi, l’opposizione.  

Finchè arriva un gay a sparigliare le carte. Oplà. Fibrillazione. La prima risposta è affidata all’uomo della barca, D’Alema interviene a gamba tesa. Utilizza, nel suo argomentar forbito, le identiche motivazioni che aveva già usato in due occasioni contro Vendola, e che per ben due volte l’hanno visto seppellito dalle persone. Accidenti, neppure un briciolo di fantasia.

Però D’Alema sa che ora il pericolo è concreto. Le primarie, che sono la vera novità del PD, fin’ora erano state finte. Alcune Panda si erano iscritte al GP di Monza contro le Ferrari. Personalmente sarei andato a scommettere un euro per la Panda perché la ritengo un’auto molto dignitosa, però avrei consegnato 10 euro ad un amico che scommettesse a nome mio sull’altra, giusto per vincere qualcosa per pagare le bollette, non si vive di ideologie.

Dopo l’effetto Puglia però, il problema, alla buon’ora, si pone anche per quella parte del PD che arriva a demonizzare le primarie stesse, come pare sussurrare l’amico Zacheo. “Vendola populista come Berlusconi” sento dire a qualcuno. Quindi i pugliesi sono, per proprietà transitiva, incapaci d intendere e volere. Sono da commissariare perché si lasciano ammaliare da un populista. Non lo penso neppure per gli italiani che hanno votato quello che governa oggi. Penso invece che sia finita la politica vecchia. Che siano in fase di putrescenza i vecchi partiti e che non si sia in grado di comprendere cosa sta succedendo.  Ho detto in più sedi che ritengo poco consona la personalizzazione della politica, quindi toglierei i nomi dai simboli, almeno a sinistra. Però le fabbriche  di Nichi sono state “di scopo”, erano per la campagna elettorale delle regionali in Puglia. Proviamo a chiederci perché proseguano e si espandano a livello nazionale? Non avvertite un segno di disagio verso quelle persone, per la maggior parte giovani, che non si riconoscono nei partiti, ma solo nella partecipazione? Spero diventino quanto prima fabbriche per il cambiamento, per la sinistra, per il rinnovamento, o come diavolo volete. Rimane un’esperienza.

Non ho aderito a SEL perché ho visto qualcosa di vecchio incombente anche qui. Però è il partito che voterò senza esitazione.

Ancora brucia l’effetto Piemonte, forse d’Alema non se ne è accorto, ma lì c’è stata l’esplosione di Grillo e Di Pietro che hanno catalizzato l’attenzione di molti giovani, contro la nebulosità delle posizioni sulla TAV. E, mettiamola come vogliamo, siamo in un paese spaccato in due, anche i voti di Grillo pesano su un piatto della bilancia.

Ben venga un governo di transizione che getti nel cesso questa legge elettorale porcata. Però una parte del centro sinistra faccia chiarezza sulle alleanze periferiche. Perché in Sicilia ci si allea con uno che pochi giorni dopo è indagato per cose di mafia? Perché a Gallipoli ci si allea con una parte del PDL contro l’altra parte del PDL e si entra in giunta? Perché un assessore dimissionato da Vendola trova il paracadute diventando senatore del PD? Sono cose che le persone si chiedono, non solo gli incapaci che si fanno ammaliare dal primo populista che passa.

12/11/2010

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