Sezione "Pio La Torre" Alliste

Prospettive(?) della sinistra

Ancora un attacco via facebook a esponenti della nostra sezione

L’insulto e la minaccia come arma di lotta politica

Alfonso Gianni ha scritto chiare e preoccupanti parole sul sito nazionale di SEL  (Ma SEL lo farà mai un congresso?), e parole altrettanto chiare, o ambigue, sono scritte in un articolo apparso oggi su Repubblica Bari.

In questi giorni in Italia la democrazia sta barcollando come non mai, e anche noi, nel nostro piccolo, seguiamo con preoccupazione quanto sta avvenendo nel parlamento italiano.

Ma qui, nel Regno delle Due Sicilie, nel recinto pugliese, nelle stalla di Lecce specialmente, lo sport preferito è quello di lanciare insulti verso quelli che dovrebbero essere i compagni insieme ai quali costruire la casa comune della sinistra.

Minacce di denunce per chi osa pubblicare il dibattito sviluppatosi in SEL Lecce o si permette di esprimere opinioni;  niente resoconti sul malessere che serpeggia fra gli iscritti; epiteti pesanti; minacce più o meno velate di espulsione; accuse di essere manovrati, iniziative, bollate come eretiche, che si impone debbano passare attraverso il vaglio del Politburo, nel quale, ovviamente, verrebbero massacrate. 

Ma questa malattia congenita a certa sinistra, che ha fatto dello scissionismo la sua ragion d'essere, non è che poi ci preoccupi più di tanto perchè, appunto, è una malattia che sopportiamo con cristiana rassegnazione.

L'ultimo insulto è arrivato perché un Compagno storico dell'idea che la sinistra in Italia si dovrebbe unire ha scritto, su facebook, una lettera in cui manifestava il suo disagio. Pubblicamente, abbiamo chiesto al Compagno, che conosciamo e che stimiamo come persona seria e degna, se potevamo pubblicare la sua lettera sul nostro sito, peraltro già pubblica: "avvoltoio" è stato l'epiteto affibbiato a chi osato chiedere di pubblicare ciò che già era pubblico e visibile su facebook. Questo individuo siede nel coordinamento provinciale leccese di SEL.

Qualcosa di politica la conosciamo e sappiamo che dietro  queste, che potrebbero sembrare delle frasi in “libertà”, vi è, invece, il cambiamento dell’ordine del giorno e che il “genio guastatori” sta assolvendo al compito di far implodere il progetto. Per quale motivo? I due articoli sopra richiamati potrebbero offrire un’ottima chiave di lettura di quello che sta avvenendo in SEL, un aggregato che raggiunge il 9,74% in Puglia, grazie all’apporto dei socialisti, ma che in Italia non va oltre il 3%. Quindi se il cavallo è azzoppato e si vuole continuare la corsa bisogna cambiare cavallo, un cavallo che magari ha perso il senso dell’orientamento, ma ha le gambe buone.

Questa politica di piccolo cabotaggio, le minacce, gli insulti, come sputo lanciato in aria, ricadranno sugli artefici.

Noi in questo momento abbiamo ben altre preoccupazioni.

Abbiamo un Presidente della Repubblica che difende la Costituzione, senza avere il coraggio di nominare chi, appena il giorno prima, l’ha offesa. Abbiamo un paese in cui mentre qualcuno gioca a costruire fabbriche fittizie, in quelle vere si continua a morire. Abbiamo un paese in cui mentre qualcuno fa guerriglia gardening, l’abusivismo edilizio lo sta devastando, non perché si costruisce di nascosto, ma semplicemente perché, come succede qui nel nostro comune, il controllore coincide con il controllato che è il costruttore, che vanta amicizie nei piani alti della regione. Abbiamo un paese dove raccontare ciò che accade è diventato un reato: ma forse a coloro che minacciano denunce questo non tange, magari in qualche comma della legge si scoprirà che è persino reato parlare di ciò che accade nel proprio partito.

11/6/2010

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