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Se fosse

solo nostalgia

ci sarebbe già passata.

Se fosse stato

solo un leader

ne avremmo già trovato un altro.

Se fosse stato

solo un piacevole ricordo

l'avremmo già dimenticato.

Ci manca, invece,

il suo pensiero,

il suo coraggio,

ma sopratutto

quello che ci manca

è la sua serietà

Economia

Anche il capitalismo è finito sugli scogli

La Francia perde la tripla A.

L’Italia perde il treno.

L’Europa perde la faccia.

di Gianni Ferraris

Certo, non c’è assolutamente da essere felici per tutto questo scempio, semplicemente è bene riflettere (da sinistra?) ai motivi che ci hanno portato fin qui e a cosa sta succedendo.  Riporto, condividendo, un post sul blog di Gad Lerner:

Prevista ma non per questo meno dura, la botta di S&P al rating francese - accompagnata dall’altrettanto previsto passo ulteriore verso il default in Grecia - ci rammenta che la crisi di sistema dell’eurozona non viene risolta dai virtuosismi tecnici del governo Monti. Temo che qualche sciocchino, di quelli che già manifestarono in piazza Farnese a Roma contro Sarkozy, traggano motivo di compiacimento dalla retrocessione dei cugini, come se in ballo fosse una rivalità campanilistica. Invece si rafforza il dubbio che la manovra lacrime e sangue non serva a nulla perché è il sistema nel suo insieme a subire un collasso.

In sostanza il capitalismo mostra la sua faccia peggiore, e lo fa con il placet delle sinistre europee. La svolta epocale  ebbe inizio con la lady di ferro inglese e con Bush padre, quando si spinse a gran forza verso il liberismo sfrenato (nel senso più letterale del termine) che piano piano, nel corso degli ultimi decenni, ha preso il sopravvento globale, promuovendo speculazioni a livello planetario, causando impoverimenti e razzie dei territori, arrivando alla crisi del 2008 che possiamo definire “la madre di tutte le crisi” dovuta allo sciacallaggio delle banche, prontamente salvate, contrariamente ai posti di lavoro.  A fronte di questo percorso  le sinistre, in primis quelle europee non hanno fatto altro che accettare lo stato delle cose, senza porre alternative credibili. Si è imposto questo come l’unico mondo possibile. Prova ne sia, tornando in Italia, una concezione del welfare quasi come una “carità”. La concezione dei diritti alla vita si è trasformata, di fatto, in “vinca il migliore, gli altri si arrangino”. I contorcimenti del PCI PDS DS che è diventato PD  nel modo peggiore, portando in parlamento individui che starebbero meglio in qualche zoo (parlo dei radicali evidentemente più vicini ai collusi che alle persone ) ed espellendo scientificamente tutto ciò che stava alla sua sinistra (antico vezzo dei comunisti di ogni tempo) altro non ha fatto che invitare al pensiero unico come visione del mondo perfetto. Ora che fare? Purtroppo saranno i più deboli a subire queste sciagurate scelte. Gli interventi sulle pensioni sono emblematici da questo punto di vista. D’altronde da un governo di banchieri, segnalato da valorosi pensatori   come unica alternativa, cosa poteva fare di diverso? E’ pur vero che abbiamo un problema in più in Italia ma anche in Europa, manca una sinistra credibile. Parlando di noi tutto ciò che è fuori dal parlamento si limita a poetare senza essere capace di unire forze residuali, anzi, marcando differenze, facendo così in modo che il partito neoconservatore (leggi PD) sia alternativa unica. 

E siamo arrivati alle criminalizzazioni dell’imbianchino e dell’idraulico, piuttosto che del pizzicagnolo. Chi ha gestito negozi di prossimità è al corrente che se non si evade fra il 10 e il 15% non si sopravvive. Questo è stato accettato da sempre a fronte di un sistema fiscale che definire criminale è poco. So di dire cose impopolari e politicamente scorrettissime, però sono nati siti internet che invitano a mettere alla pubblica gogna il panettiere sotto casa, e vedo programmi TV condotti da personaggi politcamente correttissimi che invitano a fare altrettanto. Così si innesca la più idiota guerra fra poveri, con il plauso delle sinistre tutte ovviamente. Proviamo a vedere i dati dell’evasione? Eccoli, per ordine di  importanza:

1) L'economia criminale (mafia e malavita). Evade 78,2 miliardi di euro l'anno.

2) Big company (le grandi aziende). Evadono 38 miliardi di euro l'anno.

3) L'economia sommersa (extracomunitari e doppio lavoro). Evade 34,3 miliardi di euro l'anno.

4) Le società di capitali (spa e srl).evadono 22,4 miliardi di euro l'anno.

5) Autonomi e piccole imprese (idraulico e parrucchiera) evadono. 8,2 miliardi di euro l'anno.

Ne vogliamo parlare. O preferiamo a sorridere vedendo il finanziere che multa il pizzicagnolo? E perché non denunciamo i disoccupati che fanno gli imbianchini per sopravvivere? In fondo sono evasori. Veltroni ne sarebbe felicissimo.

15/1/2012