Sinistra e Libertà: non serve la tessera per cambiare il corso della storia

"Non liberatemi, lo faccio da solo!"

di Luigi Crespino

Cos'è "Sinistra e Libertà"? Una terra promessa? Il colpo di pistola dello starter alle Olimpiadi? Il segnale convenuto per iniziare a combattere? L'ora X per iniziare a lottare e a ribellarsi? Il millennium bag che "resetterà" gli attacchi alla democrazia?

L'impressione che ho avuto girando mezza Italia e seguendo le varie assemblee, dalla platea e non dal pulpito, è stata proprio questa. Ma sarà tutto questo, pensiamo noi della base,  quando "Sinistra e Libertà" sarà un partito, nell'attesa ci trastulliamo parlando male di Berlusconi.

Seguendo questo ragionamento vorremmo che "Sinistra e Libertà" fosse quello che contestiamo al PD (fusione fredda di classi dirigenti che parlano linguaggi diversi e opposti) o una "comica finale", per usare le parole di Fini, quando di fatto nacque il PDL sul predellino dell'auto a Piazza San Babila.

Il PD e il PDL, a parte la "L", sono accomunate dall'essere al loro interno una Babele di linguaggi e scopi politici. PD e PDL  esistono se si accende la televisione, quando la televisione è spenta non esistono più. Nel mio paese il PD è un'insegna che appare se ci sono le elezioni o le "primarie" e nel durante dei drammi e dei problemi della vita quotidiana scompare. Non esiste nemmeno nel Consiglio Comunale del mio paese, perché il delegato all'Assemblea Costituente Nazionale del PD, arruolato dalla "Margherita"  direttamente dall'amministrazione di centro-destra, il 30 settembre scorso ha inviato una lettera al presidente del consiglio comunale di Alliste e, in contumacia, ha dichiarato di passare armi e bagagli all'UDC.

Invece la SINISTRA - nata per LIBERARE l'uomo dalle grinfie del profitto - non è un format televisivo ed esiste "a prescindere", direbbe Totò.

Prescinde dalle auto blu dei parlamentari, dei ministri e dai segretari di partito perché la sinistra esiste quando c'è sfruttamento dell'uomo sull'uomo, quando i pochi vogliono asservire i molti, quando la politica tace e si aprono le bocche dei cannoni.

Partiamo da quando credevamo che il mondo si poteva cambiare. "Non liberatemi, lo faccio da solo" gridavano per le strade di Parigi i giovani universitari della Sorbona nel '68: non avevano la tessera di un partito, ma cambiarono il corso della storia.

17/10/2009

Sezione "Pio La Torre"

Alliste e Felline

Lecce

 

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