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Il sindaco Renna è un incallito mentitore seriale

Si rassegni sindaco, finché in questo paese ci sarà anche una sola persona libera lei, per difendersi, dovrà dire sempre bugie

di Luigi Crespino

1/6/2016

Violando ancora la legge, il sindaco in carica ha fatto affiggere dei manifesti in degli spazi dove non dovrebbero stare, perché delle due l’una: se fosse una comunicazione istituzionale non conterrebbe alcun faccione e sarebbe scritta in maniera formale, ma così non è; se fosse un manifesto elettorale, com’è, non dovrebbe stare in quel posto e dovrebbe essere subito rimosso dalla Polizia Municipale.

Con questo manifesto, nel suo perfetto stile, il sindaco Renna   

1)      Continua a sputare offese;

2)      Continua a fare ricostruzioni menzognere di fatti accaduti il secolo scorso;

3)      Continua a mentire su cosa ha detto la Corte dei conti, perché, se così non fosse, ne dovrei dedurre che ha letto ma non ha capito.

Io ho ricoperto  una carica elettiva in maggioranza dall’aprile 1997 al maggio 2002.

 Quando Renna coinvolge me sulla questione del depuratore mente, sapendo di mentire.

I finanziamenti furono ottenuti dall’amministrazione Arcano, che lasciò la carica 1997. Nell’aprile di quell’anno fu eletta l’Amministrazione Campagna con assessori Napoli (LL PP e vice-sindaco), Marinosci (Urbanistica), De Iaco (Servizi sociali) e Pisanello (Bilancio) che gestirono gli atti successivi. Ma nell'immaginario di Renna, affetto da Crespino-fobia cronica, io sarei stato contemporaneamente sindaco, assessore a tutti gli assessorati e dirigente di tutti gli uffici. Ma così non è!

Renna sa, o dovrebbe sapere, che il consiglio comunale svolge solo funzione di indirizzo politico, cioè praticamente non conta nulla. Per questo nessuna delle nefandezze, o presupposte tali, che immagina per infangarmi è ascrivibile a me. Quindi mente sapendo di mentire.

Comunque di quella storia, quello che io ricordo è che  l’incarico all’ingegnere progettista fu assegnato con determina dirigenziale e poi sanato da una delibera di giunta.

Nel Consiglio comunale, nel quale io svolgevo le semplici funzioni di consigliere, non passò nulla, come dovrebbe sapere, circa l’incarico e l’espletamento del bando di gara. Nel 2001, l’unica cosa che feci fu quella di andare, a mie spese, a Milano per incontrare l’impresa che  si rifiutava di continuare i lavori, per tentare di capire se c’erano i margini per una ripresa dell’opera.

Quindi Renna se ha qualcosa da ridire su quella storia la chieda al sindaco, agli assessori e al dirigente dell’epoca. Renna, coinvolgendo me in questa storia, dice  solo menzogne sapendo di dirle. La documentazione è sul comune e non troverà nessun atto di gestione che possa essere ascritto a me.

Egli mente, sapendo di mentire,  quando imputa a me presunti indebitamenti. Non ci fu alcun rilievo da parte della Corte dei conti e i parametri dell’epoca erano in ordine, tanto che il Comune di Alliste nel 2000  fu dichiarato ente risanato dal dissesto dichiarato sul finire degli anni ’80 dall'allora amministrazione retta dal Sindaco Metallo. Ma stiamo parlando sempre del secolo scorso.

Come Renna sa, perchè me lo ha rinfacciato continuamente nella campagna elettorale del 2006, io nel maggio del 2002 mi dimisi dal consiglio comunale, cessando anche la carica di assessore a LL.PP., carica  che ho ricoperto solo per undici mesi.

Mentendo, sapendo di mentire, continua ad addebitarmi anche fatti amministrativi che risalgono a dopo il maggio del 2002, quando io stavo tranquillamente a casa mia.

Dal 2006 al 2016 Renna e i suoi ineffabili geometri, ingegneri, ragionieri, commercialisti, avvocati, che popolavano i banchi della sua maggioranza, non sono riusciti a venire a capo sulla questione del depuratore. Quindi questa storiella la può raccontare a coloro che assistono ai suoi comizi beautiful.

Renna ha fatto della calunnia la sua arma di vittoria,  perché sa che ad ogni sua calunnia partirà un applauso da tutti coloro che hanno ricevuto da lui una qualche prebenda, sia che si tratti di lauti incarichi, di un miserabile voucher o di contributi.

Invece, quei pochi che hanno il coraggio di applaudire me, lo fanno gratis, solo perché sanno di avere di fronte una persona perbene.

A proposito dell’ultima delibera della Corte dei conti, Renna continua a mentire, non a me, ma ai cittadini di questo paese. Quando dice che il debito è di 145.000  euro mente spudoratamente e questo glielo può raccontare solo ai suoi servi sciocchi.

Quando dice che la Corte dei conti ha accertato “la congruità del piano di rientro”, non si rende conto che sta dando ragione a noi e si sta dando del bugiardo da solo. A parte che la Corte dei conti ha messo il Comune di Alliste sotto controllo, perché ogni sei mesi deve riferire sul rispetto del piano di rientro.  Ma sa cosa significa piano di rientro?

Credo proprio di no! Piano di rientro significa che l’indebitamento è tale e tanto che le imposte e le tasse comunali saranno destinate per rientrare dai debiti, non per erogare servizi ai cittadini. Questo è quello che ha imposto all'amministrazione Renna la Corte dei conti, non senza preoccupazioni sulle ricadute sociali, ma credo che questa pagina non  l’abbia letta o, peggio ancora, se l'ha letta non l'ha capita!

La Corte dei conti, secondo questo personaggio, avrebbe messo sotto il suo diretto controllo, con l'obbligo di riferire ogni sei mesi sull'attuazione del PIANO DI RIENTRO DAI DEBITI, per SOLI 145.000 euro. Vede Renna, quando racconta queste barzellette, fa ridere perfino i polli che vanno al macello.  

Il sindaco mente perchè la Corte dei conti  a pag. 6 (di 25 pagine in cui demolisce Renna) della delibera 193 del 2013 scrive:

(...) nel corso dell’esercizio 2009, il Comune aveva realizzato “un’imponente operazione di indebitamento (in relazione alle proprie capacità finanziarie) che ha portato alla contrazione di nuovi mutui di importo complessivo di € 3.933.993.98 determinando un incremento del 76,96% dello stock di debito passato da € 4.863.027,75 (al 31.12.2008) ad € 8.605.808,30 (al 31.12.2009)”.

Nel corso del 2009...  ha capito Renna? O glielo devo spiegare con un esempio? Le amministrazioni precedenti non c'entrano nulla! Lo ha capito? e se l'ha capito,  perché continua a dire menzogne?

Ma la capacità di imbrogliare i cittadini da parte del Renna non ha limiti. Su sette pagine della delibera 71 del 2011, su venticinque pagine della delibera 193 del 2013 e su dodici pagine della delibera 81 del 2016 nel suo manifesto prende solo una decina di righe, che non confutano assolutamente quanto dice la corte dei conti e che noi abbiamo riferito.

Sindaco Renna, Liviello ha disprezzato pubblicamente la nostra scelta di non partecipare a questa tornata elettorale, come noi contestiamo a Liviello, di aver dato  la parvenza dell'esistenza della democrazia in questo paese. Comunque, ammesso e non concesso che Liviello avesse preso qualche accordo con noi, non avrebbe nulla di cui vergognarsi perché né io e nessun altro di SEL è stato rinviato a giudizio, né indagato e nemmeno ha ricevuto lettere anonime.

Comunque sindaco, piuttosto che difendersi con menzogne dalle verità che emergono dagli atti ufficiali che io pubblico, magari senza alcun commento, pensi a difendersi nel processo in corso contro di lei, dell’intera giunta 2006-2011 e di tre dirigenti comunali per abuso d’ufficio: un fatto mai successo nel Comune di Alliste, come mai era successo che la Corte dei conti scrivesse quarantatre pagine in cui ha descritto il modo in cui lei ha trascinato questo paese nel baratro finanziario.

Il sindaco Renna conclude il suo manifesto, fatto di menzogne e omissioni, dicendo che ci mette la faccia, mentre voi cittadini metterete le mani in tasca: pagherete caro e pagherete tutto, tranne gli evasori incalliti.

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