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giovedì 07 ottobre 2021

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Politica

Sarà per non perdere la propria autostima che si scambia come Nelson Mandela un volgare arrampicatore sociale

Dalla “sindrome di Stoccolma” all’allucinazione da acido lisergico.

07/10/2021

I social, fra i mille difetti, hanno il pregio di far capire in quale mondo si vive. Ciò perché ognuno, tramite questi strumenti, fa la sua analisi su qualsiasi argomento. Non importa quanto complesso esso sia o quanto studio necessiterebbe prima di sparare bordate assertive. Ma è sulla politica in generale, e sulle elezioni in particolare, che i social ci offrono il materiale più prelibato.

Prima che Zuckerberg liberasse, attraverso la sua piattaforma, il Charles Wright Mills che è in noi, le analisi elettorali riguardavano solo quei centri che erano degni di essere commentati in TV, e, per esempio, sapevamo tutto su un politico di Milano e quale fosse il “mood” dell’elettorato che lo aveva prescelto, mentre nulla sapevamo su come si fosse formato il consenso o il dissenso sulla classe politica del nostro paesino. Oggi, proprio grazie ai FB, si ha la possibilità di capire come si forma il pensiero collettivo anche nelle realtà più periferiche (cioè quelle che, con un’espressione più colorita, si possono definire il “buco del c… del mondo”) che, però, sommati formano il paese intero. Ed è molto interessante. (Leggi tutto)


Economia da pandemia

Dalla salute come costo alla salute come fattore della produzione

10/06/2021

D’improvviso, tutti gli stati del “primo mondo” sono preoccupati della nostra salute sino a somministrarci gratuitamente il vaccino. Pur volendo non puoi comprarlo, scegliendo quale somministrarti: gli stati, compreso quello italiano, sono monopolisti nell’acquisto e nella somministrazione. E non è una questione di equità fra ricchi e poveri: è evitare che la gente che non se lo può comprare rifiuti quello che passa il convento, tanto al di là di quello che dicono, chissà Draghi o la Merkell quale vaccino si sono inoculati, mica stavate nella siringa! (Leggi tutto)


Economia

Ex Ilva, reagire con un progetto che coniughi sviluppo e salute

Alfiero Grandi

08/06/2021

(da Jobnews.it)

Il direttore del quotidiano Domani, Stefano Feltri, si è chiesto che senso abbia continuare ad investire denaro e salute per tenere aperta l’Ilva di Taranto. Domanda drastica che obbliga a risposte altrettanto nette. Tenere aperta l’Ilva di Taranto è in larga misura la cartina di tornasole della capacità (o dell’incapacità) della ripresa economica dell’Italia di arrivare a coniugare salute, compresa quella di chi lavora negli stabilimenti, livelli di occupazione e sviluppo economico di qualità. La prima risposta a Feltri è che rinunciare alla produzione di acciaio sarebbe l’indice di un grave fallimento delle politiche pubbliche italiane, con conseguenze pesantissime, i concorrenti internazionali non aspettano di meglio che ottenere le quote di mercato gratis. Sarebbe del resto improponibile mantenere aperto uno stabilimento nemico della salute delle persone e del territorio, continuando a tenere aperta una ferita drammatica che la sentenza del tribunale di Taranto costringe ad affrontare. (Leggi tutto)


 

Economia

Le riforme strutturali da dove vengono e dove vanno

Svenduti agli strozzini con uno scambio di lettere

06/06/2021

La consegna dell’Italia agli strozzini (altrimenti detti mercati) ha una data e dei personaggi precisi.

Aldo Moro (uno che ne capiva di sovranità) era già stato reso inoffensivo qualche anno prima, così il 12 febbraio 1981 Nino Andreatta (Ministro del Tesoro DC) detta alla sua segretaria una lettera che lei  dattiloscrive sicuramente su una qualche Olivetti.

Caro Governatore, ho da tempo maturato l’opinione che molti problemi di gestione della politica monetaria siano resi acuti da un’insufficiente autonomia della Banca d’Italia nei confronti delle esigenze di finanziamento del Tesoro”  La missiva continua ad arzigogolare per tre pagine ed in buona sostanza dice: “Io, ministro del Tesoro, se vedo lì il barattolo(Leggi tutto)


Economia

E se pagassimo il debito? Il rapporto del governo segreto

October 20, 2011 David Kestenbaum

La falsa rappresentazione del debito pubblico

02/06/2021

Prendendo in considerazione uno Stato che non ha stupidamente e colpevolmente rinunciato alla sovranità monetaria, la destra usa l'arma del debito pubblico per tenere sotto scacco e in stato di schiavitù milioni di persone, anche nelle regioni più sviluppate del mondo, come gli Stati Uniti, per esempio.

Le destre, quasi che l'economia non fosse economia politica, cioè una scienza sociale, ma una scienza maturale, detta economics, economia e basta, tirano fuori risultati di formule matematiche a dimostrazione delle teorie economiche, come T.Q.M (teoria quantitativa della moneta) o N.A.I.R.U. (non-accelerating inflaction rate of unemployment), il tutto condito dalla intuitiva considerazione, comprensibile anche alla "casalinga di Voghera", che il bilancio dello Stato è come quello di una famiglia. (Leggi tutto)


Economia

Quando la contabilità diventa una camicia

di forza usata nel manicomio neoliberista

26/5/2021

“I limiti tecnici e finanziari che si suppone siano imposti dal deficit del bilancio federale e dal debito federale [degli USA] sono vestigia della moneta merce. L’attuale sistema di moneta fiat non è soggetto a tali restrizioni. Il concetto di limite finanziario al livello della spesa federale non tassata (creazione di moneta/spesa in deficit) è errato. I precedenti vincoli imposti dal regime di standard aureo non sono più in vigore dal 1971.”

Così Warren B. Mosler del Connecticut (USA), classe 1949, già gestore di Hedge Fund. Tra le sue frequentazioni l’economista James Kenneth Galbraith, figlio di John, e Stephanie Kelton, docente universitaria di economia, che, su indicazione Bernie Sanders, è stata anche  consulente economica della commissione bilancio del Senato degli Stati Uniti, (Leggi tutto)


Politica

Nodi e contraddizioni del PNRR stanno per venire al pettine

Alfiero Grandi

25/05/2021

(da Jobnews.it)

Le dichiarazioni di Draghi, quando ha chiesto la fiducia in parlamento, sulla transizione ecologica sono state impegnative, ha citato il papa e si è rivolto ai giovani. Presto arriveranno i nodi da sciogliere e l’apertura di credito potrebbe rovesciarsi nella delusione. Un nodo da sciogliere particolarmente impegnativo riguarda la scelta di produrre energia con fonti rinnovabili, fotovoltaico, eolico, accumuli di varia natura e di fare scelte sulla rete ferroviaria, sui veicoli a trazione elettrica, sulla produzione e la distribuzione di idrogeno, da cui discendono il ruolo indispensabile dello Stato e richiedono la ridefinizione del perimetro dei suoi interventi e una visione strategica. Già il testo del PNRR, nella versione inviata a Bruxelles, lascia trasparire ambiguità e perfino la possibilità di soluzioni opposte, lasciando l’impressione che avere ragione delle resistenze conservatrici dei potentati economici del nostro paese non sarà semplice e il governo finora non ha dato prove certe di volerlo fare. (Leggi tutto)

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